Psicoterapia dell’età evolutiva

La Psicoterapia ad orientamento Cognitivo -Comportamentale, oltre al lavoro con gli adulti, consente di poter intervenire anche con soggetti in età evolutiva, ovvero dai 3/4 anni fino ai 18 anni di età. Una delle caratteristiche principali di tale approccio riguarda il fatto di essere un tipo di intervento breve, strutturato e basato sul principio che Pensiero, Emozione e Comportamento sono tre aspetti del funzionamento dell’individuo che interagiscono in continuazione e si influenzano reciprocamente.

 

Numerosi studi hanno dimostrato come l’intervento cognitivo comportamentale risulti il più efficace per aiutare bambini ed adolescenti per superare disturbi emotivi caratterizzati da ansia o depressione. Il punto fondamentale è che riuscire a modificare direttamente  un’ emozione disfunzionale è molto difficile, così tale approccio consente di raggiungere gli obiettivi di cambiamento andanado a lavorare indirettamente sui pensieri e sui modi di agire associati a quelle emozioni disfunzionali.

 

Così facendo sarà possibile andare a lavorare su una vasta gamma di problematiche evolutive che riguardano non solo appunto ansia e depressione, ma anche per esempio: fobie, attacchi di panico, mancanza di autostima, disturbi dell’apprendimento ( dislessia, discalculia, dsisortografia), disturbi dello spettro autistico, DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo) e ancora problematiche di tipo “esternalizzato” come ADHD ( Disturbo da deficit d’Attenzione ed Iperattività), DOP ( Disturbo Oppositivo Provocatorio) e Disturbo della Condotta.

 

L’intervento prevede l’uso di tecniche sia di tipo comportamentale (atte a modificare o eliminare comportamenti disfunzionali, o incrementare comportamenti positivi e funzionali) come ad esempio, per citarne qualcuna:

 

  • L’uso del rinforzo;
  • L’ignorare strategico;
  • La token economy;
  • Il costo della risposta;
  • La desensibilizzazione sistematica.

 

A queste tecniche se ne aggiungono altre di tipo cognitivo, tra cui:

 

  • La psicoeducazione
  • La messa in discussione dei pensieri;
  • L’allenamento alle autoistruzioni;
  • L’uso di affermazioni positive.

Tuttavia, il lavoro con soggetti in età evolutiva, risulta essere più complicato soprattutto perché spesso non sono loro a richiedere aiuto (così come avviene con l’adulto) pertanto stabilire una relazione può comportare maggiori difficoltà, ma risulta cruciale per arrivare ad una maggiore apertura e una maggiore disponibilità ad accettare  l’aiuto di un’altra persona.

 

In questo percorso il rapporto non si limita solo alla relazione tra psicoterapeuta e bambino / adolescente, ma subentrano anche i genitori e in altri casi anche gli insegnanti (come per esempio nel caso di disturbi di iperattività). Con i genitori vengono effettuati incontri di Parent Training, con gli insegnanti invece si cerca di lavorare facendo degli interventi direttamente a scuola, nelle classi.

 

Presso il centro è possibile usufruire di interventi specifici sia di diagnosi che di trattamento che di riabilitazione dei disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza e di  interventi mirati su coloro i quali ruotano intorno ai soggetti in trattamento ovvero  genitori e in alcuni casi anche gli  insegnanti.