Gruppoanalisi

Il modello gruppoanalitico è una tecnica terapeutica di derivazione psicoanalitica che  mette in risalto la natura originariamente “gruppale” della mente umana. Pertanto si può affermare che la gruppoanalisi non è solo una tecnica di intervento, ma è anche e prima di tutto una teoria della mente

Il termine gruppoanalisi non indica semplicemente un’estensione della teoria psicoanalitica dall’assetto terapeutico individuale a quello gruppale, ma assume come oggetto della terapia la struttura collettiva della mente individuale. Per questa ragione, anche se nasce per lavorare con i gruppi, è stato quasi naturale per i terapeuti di tale formazione sviluppare una certa flessibilità che consente di includere all’interno dello spazio terapeutico individuale altri componenti delle reti relazionali del paziente, estendendo il proprio sguardo sino all’ottica comunitaria, indispensabile nel trattamento della patologie gravi.

Il nucleo centrale dell’approccio gruppoanalitico non concepisce l’essere umano se non in relazione con il suo ambiente, in un ecosistema caratterizzato da una serie di elementi di complessità, strettamente connessi fra loro. Non potendo separare l’individuo dal suo ambiente, né considerarlo in maniera isolata da esso, diviene impossibile non considerare dunque quanto i fattori culturali incidano sulla nascita e sulla costituzione dell’identità personale che, in quest’ottica, si sviluppa all’interno delle reti relazionali di cui ogni individuo fa parte.

È nella famiglia, prima rete relazionale per eccellenza, che viene svolta una doppia funzione, da una parte contenere l’immaturità individuale ed assicurare la crescita del soggetto e dall’altra, nonostante la sua fondamentale presenza, lasciare spazi d’apertura verso un’evoluzione creativa ed autonoma di ogni suo membro.

Quando ciò non è permesso, a causa della presenza di legami familiari troppo stretti che non consentono alla persona di individuarsi come un’entità separata ed autonoma dal sistema che l’ha concepita, ha origine la sofferenza, che si esprime nell’impossibilità di autonomizzazione dell’individuo che, in situazioni di questo genere, può riconoscere di essere in crisi attraverso il manifestarsi del sintomo.

I sintomi, in quest’ottica, possono rappresentare un’occasione, per quanto dolorosa, per chiedere aiuto, comprendere il proprio malessere e riprendere le redini della propria vita.

A partire da tali considerazioni e possibile affermare che, pur privilegiando il potenziale trasformativo del gruppo terapeutico, la gruppoanalisi costituisce un solido modello di riferimento per l’analisi individuale, assumendo come imprescindibili variabili di lavoro terapeutico la storia personale del paziente, le sue peculiarità culturali e i codici valoriali della sua famiglia, del suo paese, del suo ambiente e dei suoi gruppi naturali di appartenenza, rappresentando un modello e una tecnica applicabile al singolo paziente, alla coppia e alla famiglia.

 

 

IL GRUPPO PSICOTERAPEUTICO GRUPPOANALITICO

 

Per chi decide di intraprenderla, la psicoterapia di gruppo rappresenta sia una importante occasione di crescita che un incredibile mezzo terapeutico.

La dimensione gruppale della cura, infatti, assolve in primis a svariate funzioni che vanno dal contenere l’angoscia, all’incremento delle capacità di relazionarsi con gli altri, allo sviluppo e della propria identità e al miglioramento della propria autostima, con effetti spesso più rapidi rispetto ad un percorso individuale, la cui portata trasformativa si declina all’interno di un assetto di lavoro duale tra paziente e terapeuta.

Il dispositivo gruppale si occupa in prevalenza di favorire la presa di coscienza dei suoi membri a partire dalle modalità e dalle capacità di interagire fra loro, favorendo per quanto possibile l’emergere di modalità consapevoli ma soprattutto inconsce di ognuno. In questo tipo di assetto, la funzione del terapeuta è quella di favorire l’interazione fra i vari componenti del gruppo stesso, assumendo il ruolo di “facilitatore” degli scambi significativi che avvengono fra i vari componenti nello spazio gruppale.

In quest’ottica si può affermare che sia il gruppo stesso che cura, attraverso l’interazione fra i vari membri che in qualche modo diventano tutti progressivamente sempre più competenti del proprio processo di cambiamento all’interno del gruppo di terapia.

Poiché il lavoro gruppoanalitico è un lavoro sulle gruppalità interne che costituiscono l’organizzazione mentale di ogni essere umano, la psicoterapia di gruppo rappresenta una formidabile esperienza in quanto consente di mettere a fuoco le caratteristiche dei contesti sociali sperimentate da ogni membro del gruppo a partire dalle dinamiche familiari in cui è immerso e all’interno delle quali, spesso, si originano quelle difficoltà nello sviluppo identitario che sfociano nella crisi esistenziale e/o nella manifestazione sintomatica.

A partire da tali premesse, la possibilità di fare esperienza di un contesto terapeutico gruppale contenitivo può consentire di sentirsi finalmente accolti e compresi, rendersi conto che anche altri possono condividere le proprie emozioni e questo può essere determinante per raggiungere un processo di cambiamento in direzione di un maggiore benessere nella relazione con se stessi e con gli altri, assistendo ad una progressiva riduzione del sintomo, ad un maggiore adattamento sociale e all’incremento del senso di autonomia ed autorealizzazione.